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lunedì 8 marzo 2010

Notizie e cazzate sparse

* Ebbene sì, questa volta anche notizie! *




Sabato ho cenato al Le Patio: ottimo antipasto nella forma di terrina di paté di fegato maison con mele confits, come secondo insalata di insalata, avocado e tagliata di tonno con innaffiatura di salsa di mostarda e miele. Il tutto era sublime (ok, per essere a Praga, dove delizioso fa rima con goulash e delizioso con stinco...). Insomma, datemi un pezzo di pesce mezzo crudo senza salmonella e parto da "ottimo"; se è anche commestibile si arriva facilmente al "sublime", questioni di punti di vista. Come dire che l'italia è ancora una democrazia. Dipende. Arrivi dalla Liberia e magari sei contento; già se arrivi dalla Thailandia* potresti avere qualcosa da ridire.



Oggi sul lavoro avevo da fare e ciò - in congiunzione con la settimana nell'orbita del lunedì - mi ha profondamente irritato. Il fatto che dopo la comparsa del sole e della risalita delle temperature sopra lo zero e l'immediato scongelamento della neve (che, aihmé, ha lasciato il posto sul marciapiede alle merde di cane congelate nascoste dalla neve che non si sciolgono con l'aumento dei gradi), oggi sia arrivata una bufera di neve per ricordarci che l'inverno non termina a marzo - o almeno non ad inizio marzo - non ha aiutato. Così sono andato fino a Flora - qui è un centro commerciale, mica un posto rinomato come a Krvavi Potok - dove c'è Paul per comprare un tozzo di pane decente. Non per fare il filo-francese, ma panetterie italiane non ce ne sono e il pane ceco fa cagare. E qui lo dico senza tema di smentita. Quasi qualsiasi pane ha il cumino che a me non piace. Come dice mia mamma bisogna metterlo nei crauti così non gonfia, ma perché metterlo in qualsiasi pane? Mistero. Il resto del pane, cioè quello senza cumino è "rohlik", piccoli cornetti di pane composti da crosta senza mollica. Una merda.

Per concludere: andai da Paul, presi una pagnotta campagnola bio e un pano con olive. A casa mi aspettava un barattolo di fois gras. Mi aspettava nel senso che scadeva il 20 marzo, ergo urgeva eliminarlo dal frigo. Così la cenetta fu composta da ravioli Rana con pomodoro e mozzarella, sopra di essi origano, peperoncino e olio di Rado. Niente parmigiano perché ingrassa e perché mi sono dimenticato di comprarlo ("Jebenti" dissi quando me ne accorsi). Come secondo pane campagnolo e barattolo di fois gras. Per innaffiare: Vitovska di Marjan. E quando si apre una bottiglia è peccato lasciarla lì. Infatti è finita, pufff... Ora mi gusto ancora un bicchiere di graspa domaca, giusto per finire il posto e digerire il pasto. Comunque apprezzerete il connubio Francia-Italia-Kras, ma con il gusto del Kras a predominare la partita sia nel primo che nel secondo tempo e via a suggellare la vittoria nel terzo tempo con la graspa. Zivjo Nasi, Zivjo Kras, ma nejbulse je BREG!


Arrivi:

A proposito del Breg, mercoledì giunge in questi freddi luoghi il Borut come accompagnatore di studenti. Purtroppo (o per fortuna) giovedì parto per un weekend a Parigi per vedere come sta la mia ex-casa. Vigilerò almeno mercoledì sera che il prode storico non semini il portafoglio in giro per Praga.




Natività:

Annunciazioni: il 6 marzo nacque IZTOK, padre Ales e madre Jadranka;

Qui sotto a destra i genitori; le tre donzelle a sinistra sembrano dei nani, ma sarà la prospettiva (per fortuna facevo la foto e non ero nell'inquadratura)


Qui la mamma, illuminata quando le hanno annunciato la maternità.

"Dotor, cossa la ga dito???"



8 marzo naque GAJA, padre Delio, madre Miki. Gli organi di stampa riportano 51cm x 4.2 kg.

Qui i genitori:


questa la figlia:




Dottore: "È una femmina"
Deli: "Mò me lo segno" e giulivo annota la lieta novella.
Sempre preciso, il Deli.




Auguroni a Iztok e Gaja e ai felici genitori!

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* cito apposta il giornale del fratello scemo per l'involontaria ironia di trovarvici una notizia simile. Chissà se i lettori hanno fatto qualche collegamento. Io sì e auspicherei un esercito di thailandesi ad esportare la democrazia in Italia; se non ci riescono si chiami Tinto Brass e un bel pornazzo non ce lo toglie nessuno.

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